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"Faccio sempre ciò che non so fare, per imparare come va fatto.".
(Vincent Van Gogh)
Chi sono

Nato a Roma il 28 Ottobre 1968 e cresciuto a Grottaferrata (RM), ho frequentato il liceo scientifico "Villa Sora" a Frascati dove mi sono diplomato nel 1986.

Ben presto ho iniziato a nutrire un "certo" interesse per l'informatica, iniziando con un computer VIC20 della Commodore e realizzare i primi programmi (ovviamente in Basic) prima per un architetto del mio paese (nonchè mio professore di Educazione Tecnica alle medie) e poi per la società di un mio vicino di casa. A tal proposito, priprio qualche tempo fa, mentre risistemavo alcuni vecchi scatoloni, ho trovato lo stampato di quel programma ... sniff ...

La parallela passione per l'elettronica mi ha portato a volerne sapere sempre di più, "obbligando" mio padre a fornirmi uno dei primi computer IBM compatibili trasportabile (una valigietta da 25 kg. basato sull'8086): l'Ericsson Portable, dotato di "orpello" (per i puristi: "add-on") inferiore contenente un Hard Disk da 20 (diconsi ben venti) Megabytes!!! Ancora ricordo il suo monitor al plasma arancio e la sua risoluzione grafica di ben 640x480 ... L'attività di programmatore continuava inesorabile: i programmi salienti erano "CronModel" per il calcolo dei tempi e delle classifiche delle gare di Modellismo Off-Road ed il programma di catalogazione della mia collezione di vinili...

L'assegnazione del Premio Nobel al Prof. Rubbia mi ha portato ad iscrivermi al corso di laurea in Fisica, presso la seconda università di Roma, Tor Vergata. I primi esami (ne ho sostenuti ben 9) mi vedevano sempre al computer, tra un programma per la catalogazione dei teoremi matematici e programmi di analisi numerica per la verifica degli esercizi svolti.
Proprio per la preparazione di uno di questi esami, Tecnica della Programmazione, mi avvicinai ad un mondo fin allora a me sconosciuto: l'ambiente Unix; ricordo le interminabili mattinate al centro di calcolo a "smanettare" con il vecchio Perkin-Elmer (la mia login era RENGI6F !!!) ed i suoi blocchi dovuti alla polvere tra i connettori delle schede (SIC!).

L'esame di Laboratorio Fisico I ha segnato una svolta per me: grazie alla mia passione per l'elettronica venni notato dal docente, che, non so ancora spiegarmi perchè, mi propose di collaborare "a tempo perso" nel suo laboratorio. Collabora oggi, collabora domani, ben presto mi trovai ad essere assunto a tempo determinato nell' INFN, per la progettazione di una scheda "Duplex Memory" per un esperimento scientifico, e ad essere mandato in missione a Ginevra, presso il mitico CERN. La mia carriera di studente si concluse così.
Oltre a conoscere di persona i più grandi nomi della Fisica nazionale ed europea ho potuto imparare tanto, tantissimo. Sono e sarò per sempre riconoscente a Vittorio, "vitt" per gli amici, il mio "capo-amico-consigliere-secondo_papà_acquisito".
Risale proprio a questo periodo la mia prima casella di posta elettronica in quello che era l'allora sistema di interconnessione, il Decnet: VAXTOV::RENNA.

Terminato il contratto mi sono ritrovato a collaborare con una società sempre legata al mondo della ricerca: la Ideas for Research di Roma. Per lei ho progettato, insieme a Guido, un giovane ingegnere elettronico, il mio primo computer (o meglio sistema embedded come si definirebbe oggi). Era uno "scatolicchio" il cui scopo era quello di fare data-acquisition e recording. Fin qui nulla di particolare. L'unico problema era che tale scatolicchio doveva volare nell'alta atmosfera, sollevato da un pallone sonda; ad aggravare le cose era la località di lancio del pallone: l'antartide. Quindi nessuna parte in movimento ( nemmeno hard-disk ovviamente) per non buttare tutto durante l'impatto al rientro, le temperature di esercizio imposte (da -50°C ad un massimo di -10°C) ed il fatto di non avere corrente elettrica (solo pile del tipo "torcioni"). Il risultato è stato un "cubozzo" di alluminio con tante belle schede elettroniche sopra che consumava a massimo regime non più di 100mA. Ne vado ancora orgoglioso! Ovviamente ho scritto anche il software di scarico e pre-analisi su personal computer, tanto per non smentire la mia sete di programmazione!

Arriva a questo punto il servizio militare. Dopo un mese a Taranto mi ritrovai dislocato presso il comando della Seconda Regione Aerea a Roma-Centocelle. Grazie alle mie conoscenze di informatica, venni assegnato all'ufficio protocollo della posta... pensate un ufficio dove ogni giorno arrivano 200 telex e 400 lettere da protocollare ... ciascuna annotata - a mano - su un registro e protocollata ... Grazie alla lungimiranza del nostro capo ufficio ed alla "cocciutaggine" mia e di un mio commilitone, riuscimmo a convincere i capi a farci realizzare un programmino semplice semplice (scritto in Clipper ...) che registrasse dove veniva smistata la posta arrivata. Morale della faccenda, dopo circa 7 mesi di servizio, un bel giorno entrò nel nostro ufficio il Generale Comandante, arrabbiato come un caimano, che, urlando, esigeva sepere dove diamine fosse finito un telex importante arrivato una settimana prima da un certo Ente periferico. Mi ricorderò sempre la sua espressione esterrefatta quando, in pochi secondi, mi alzai in piedi, e mettendomi sugli attenti gli dissi esattamente vita morte e miracoli di quel telegramma. Da quel giorno se fosse servito un permesso, una licenza, un "36" ... non avevo che da bussare alla sua porta e chiedere. :-) Ovviamente mi congedai con i gradi di Primo Aviere ... non prima di aver fatto un volo, ovviamente come passeggero, su un certo elicottero tutto bianco con gli interni in radica di noce.

Poi un nuovo contratto con l'INFN, sempre a tempo determinato. Lo scopo del contratto era quello di recuperare l'elettronica da un dismettendo esperimento, collocato presso i Laboratori Nazionali di Frascati dell' INFN. Comunque, sempre durante i tre mesi di contratto, ho avuto modo di lavorare anche su altro: prima a creare un programma di visualizzazione di traccie di particelle su personal computer ( e li ho dovuto imparare a programmare in C ... un vero colpo di fulmine! ) e poi a costruire un MicroVax partendo da pezzi sparsi di altri Vax dismessi ... lo chassis era un bellissimo (almeno per me) armadietto metallico componibile! Quando si dice se non ci sono i soldi c'è l'ingegno! Ovviamente il MicroVAX era collegato alla lan dipartimentale attraverso il Decnet - Phase 4 ... l'antenato del Tcp-Ip ... bei tempi ...

Dopo questa esperienza, visto che all'epoca vi era il blocco delle assunzioni da parte degli enti pubblici, mi venne in mente (in realtà non venne in mente a me ... io accettai una proposta fattami!) di aprire una mia società, la Electrosystems. Grazie alla stima che nutrivano in me, derivata dai precedenti lavori, trovai parecchi committenti proprio nei professori con cui ebbi a che fare durante i contratti con l'INFN. E così mi trovai a progettare e realizzare, tra l'altro, un sistema di trigger di primo livello per un esperimento dei LNGS ( Laboratori Nazionali del Gran Sasso ) ad altissima velocità ( 10 nanosecondi di latenza ), un sistema di acquisizione dati su PC da uno spettroscopio a raggi X, ed un sistema di aquisizione dati per un esperimento condotto con l'istituto di Fisica di Mosca. Quest'ultimo prodotto software, se le informazioni che ho sono aggiornate, ha letteralmente volato sulle nostre teste: era infatti installato su un computer a bordo della MIR, la stazione spaziale sovietica ...

Un giorno una azienda di software specializzata in progetti per il mondo scientifico mi propose di lavorare per loro: bisognava ingegnerizzare un'idea del loro Scientist-in-charge per creare un programma di compressione dati per conto dell'ESA. Accettai senza pensarci due volte, e mi trovai in meno di un anno in Olanda, all'ESTEC, per presentare il progetto. Quello che avevo già vissuto al CERN lo ritrovavo moltiplicato per 100... in più a stretto contatto con lo spazio e con la telemetria di un satellite artificiale, l'ERS-1.
Finito questo lavoro mi venne proposto di assumere la gestione dei sistemi informativi dell'azienda, curandone tutta la fase di planning e di esecuzione. Se penso che allora la nostra connettività era una linea CDA ( si, si ... non è un refuso ... Connessione Dedicata Analogica ... ) con un modem da 33.6 ... la condividevamo in 15 persone ...
Progettai tutti i sistemi di protezione (quelli che oggi definiremmo firewall) e di gestione dei dati, dall'archivio documenti al collegamento con il centralino telefonico per la rendicontazione delle telefonate effettuate. La società però, per una serie di errori del management, non navigava in buone acque, e quindi mi ritrovai ben presto a cercare nuove opportunità lavorative.
Risale comunque a quel periodo il mio primo approccio con il web, oggetto ancora sconosciuto ai più, ed alla programmazione dinamica con l'ASP e con il PHP.

Un po' per gioco ed un po' per la voglia di sperimentare nuove cose, iniziai a collaborare con una piccola società di Roma che, per varie ragioni, aveva forti collegamenti con Rieti ed il suo territorio. Una sera a cena con il responsabile della società, ci venne in mente un progetto folle: creare un sito web istituzionale per la Provincia di Rieti, che fosse una sorta di grande contenitore di informazioni, il tutto corredato da un motore di ricerca che guidasse il navigatore passo passo. Proponemmo il progetto all'allora Presidente della Provincia il quale rimase piacevolmente convinto. Il primo portale della Provincia di Rieti nacque in questo modo.

Giunto alla soglia dei 30 anni, e stufo del traffico caotico della capitale, accettai di buon grado una proposta fattami dal proprietario di una grande azienda reatina che, conosciutomi proprio per il progetto provincia, mi propose di entrare a far parte del proprio organico. L'unica mia richiesta fu di essere collocato presso la sede di Rieti. La sua risposta, sgranando gli occhi, fù: "ma me è proprio sicuro?". Mi trasferii quindi a Rieti.
Il mio compito era quello di progettare, codificare e realizzare un sistema editoriale per una agenzia di stampa di Milano, lavoro che portai a compimento e che venne successivamente venduto anche ad un altra agenzia di stampa di Roma.
La società per cui lavoravo era anche un provider internet. Era quindi logico che fossi "attratto" da questa parte di business, visto anche il mio know-how pregresso.
Nel frattempo mi sposai e era sempre più radicata in me la convinzione che il futuro sarebbe stato internet ed i servizi ad esso correlati. Dopo una lungo tira e molla riuscii a convincere la direzione ad affidarmi la riprogettazione dei loro sistemi internet e l'installazione di sistemi di protezione delle macchine (assurdo, ma fino ad allora non avevano alcun firewall ne avevano mai sentito parlare di NAT). Avrei gradito che anche la gestione fosse affidata a me, ma purtroppo così non fu, secondo me anche a causa piccole gelosie da parte dei miei superiori reatini, che non mi hanno mai visto di buon occhio.
Questo, unito ad una serie di ulteriori malumori, mi hanno fatto decidere di "cambiare aria".

Accettai così la proposta fattami da un'altra società di Rieti, guarda caso loro principale concorrente proprio sui servizi internet, che mi propose l'incarico di responsabile internet, nonchè di Senior Engineer per i loro progetti software. Purtroppo (... omissis ...) una serie di incomprensioni con il management ( ... omissis ... ) mi hanno fatto letteralmente "scappare via".

Anche perchè, nel frattempo, si era deciso di tentare il "grande passo" con altri tre coetanei: creare una società mia. Nacque così la Microlan Italia S.r.l. Inizialmente l'attività si prospettava rosea: tra i nostri clienti avevamo moltisime realtà istituzionali di Rieti: dalla Provincia all'APT, oltre che un nutrito numero di comuni del reatino. Di noi si occuparono anche i principali giornali locali, scrivendoci articoli più che lusinghieri. Le nostre idee erano sempre un passo avanti, forti dei nostri know-how personali che coprivano tutte le esigienze dei clienti a 360°.
Poi però (... omissis ...) una serie di differenti vedute tra me ed i miei soci, sia di identità lavorativa che di natura tecnica, mi hanno portato alla sofferta decisione di cedere le mie quote e di staccarmi dalla società.
Per la Microlan ho comunque realizzato un sistema web per la creazione di portali verticali, sistemi di aquisizione di dati remoti, di interfacciamento con gli oggetti più disparati, dalle centraline meteorologiche alle casse fiscali, collaborando persino con Trenitalia per la realizzazione del SMC - Sistema Monitoraggio Carrozze.
La "ciliegina sulla torta" comunque rimane la progettazione e la realizzazione di OPI: un sistema di storage per la musica digitale commissionato da una società di servizi multimediali (vedi qui a lato). Il "piccolo", come lo chiamo io, aveva una storage area di 1 Terabyte (1000 gigabyte) di dati ridondati in modalità RAID-6, ed ha fornito musica dalla sua collocazione nella web-farm di Malmöe in Svezia.

Eccoci quindi ai giorni nostri: Gianluca Renna libero professionista.

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il presente testo è stato volutamente "censurato" dallo scrivente.
Avrei voluto dire molte, molte, molte più cose e fatti, ma il "saggio" consiglio datomi da un attento lettore del sito mi hanno fatto riflettere sul fatto che sia molto più "furbo" tacere.

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